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Normativa in materia di emergenza Coronavirus

Camera in ascolto: filo diretto con le imprese per l’emergenza Covid-19
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Aggiornamenti e informazioni sulle normative in materia di emergenza coronavirus

------SEZIONE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO------

Aggiornato alle disposizioni dettate dal Decreto Legge n. 52 del 22 aprile 2021 e dal Dpcm 2 marzo 2021 (disposizioni in vigore fino al 31 luglio 2021, collegate al tipo di ‘zona’ stabilita per la Puglia)

Il Decreto Legge n. 52 del 22 aprile 2021, ha disposto “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19”. Le disposizioni vanno applicate in combinato disposto con il  Dpcm 2 marzo 2021. La normativa demanda a specifiche ordinanze del Ministero della Salute l’attribuzione a ciascuna Regione del tipo di zona (individuate per colori) e relativa normativa applicabile.

Da lunedì 10 maggio 2021 in base all’Ordinanza del Ministero della Salute del 7 maggio 2021, la Puglia è ricompresa in area gialla. In ‘zona gialla’ si applicano le misure del Capo III del Dpcm 2 marzo 2021. Rispetto alla zona arancione, cambiano, in particolare, le regole relative ai servizi di ristorazione che tornano a essere consentiti, con le limitazioni riportate più in basso.

Di seguito, si riportano pertanto l’insieme di disposizioni che riguardano le attività imprenditoriali prevedono quanto segue:

ATTIVITÀ COMMERCIALI

Le attività commerciali si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 del DPCM del 2 marzo 2021. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11 del medesimo DPCM (art. 26 comma 1).

Nelle giornate festive e prefestive, infatti, sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali e altre strutture a essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari. tabacchi, edicole e librerie (art. 26 comma 2).

Resta fermo l’obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti. 
 
RISTORAZIONE
Sono consentite le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, con consumo al tavolo esclusivamente all'aperto, anche a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti, attualmente dalle ore 5 alle 22.

Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Dal 1° giugno 2021, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle ore 5 fino alle ore 18, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020.

Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto.

Resta fermo l’obbligo di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti. 

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro (art. 27 comma 5 DPCM 2 marzo 2021), con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. 

ATTIVITÀ RICETTIVE
Le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento interpersonale di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:

a)  le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti; 
b)  le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione; 
c)  le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni; 
d)  l'accesso dei fornitori esterni; 
e)  le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive; 
f)  lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti; 
g)  le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all'interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all'aperto di pertinenza. (art. 28)
 
SERVIZI ALLA PERSONA
I servizi degli acconciatori, estetisti, ecc. sono consentiti in zona arancione nel rispetto dei protocolli Covid approvati.
Restano sospese, ai sensi del Dpcm 2 marzo 2021:

  • le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò (art. 20 comma 1), anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente (cosiddetti ‘corner’);
  • le attività dei parchi tematici e di divertimento (art. 20 comma 2);
  • le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche (art. 17 comma 2); 
  • le attività dei centri culturali, centri sociali e centri ricreativi (art. 16 comma 1);
  • le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso  (art. 16 comma 1);
  • gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto (art. 36 comma 2)
  • i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono a distanza (art. 13);
  • le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica (art. 36 comma 1).

Per semplicità, il gruppo di lavoro delle Camere di Commercio italiane che cura il portale ateco.infocamere.it ha predisposto una tabella riportante i codici Ateco indicativi delle attività da considerarsi sospese.
Si precisa che, in tale tabella non sono riportati i codici Ateco relativi alla ristorazione in quanto, come sopra riportato, non sono da considerarsi sospesi dato che i servizi di asporto e consegna a domicilio restano attivi.

GUARDA LA TABELLA

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l'attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi (art. 29 comma 2 DPCM 2 marzo 2021).

Sull’intero territorio nazionale, inoltre, tutte le attività produttive industriali e commerciali, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12, nonché, per rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui all’allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14 (art. 4). 

In ordine alle attività professionali (art. 30 Dpcm 2 marzo 2021) si raccomanda che:

a) siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere  svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

 

Il DL 17 marzo 2020 n. 18 all’art. 106 (Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società) ha posticipato al 28 giugno 2020 il termine ultimo per la convocazione dell’assemblea di approvazione del bilancio di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative che hanno chiuso l’esercizio sociale il 31/12/2019.
Ha, inoltre, previsto, che, anche in deroga alle clausole statutarie, le assemblee possano tenersi ‘online’ vale a dire “mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l'identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l'esercizio del diritto di voto”. Di conseguenza è consentito l’espressione del voto per via elettronica o per corrispondenza.
Inoltre, per le società a responsabilità limitata è sempre consentito, anche in presenza di clausole statutarie contrarie, evitare la convocazione assembleare ed assumere decisioni sociali mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto.
Il termine del deposito del bilancio di esercizio resta fissato a 30 giorni dall’avvenuta approvazione così come previsto dall’art. 2435 del codice civile. La circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3723/C del 15 aprile 2020 link al relativo file dopo averlo caricato sul sito interviene, tra l’altro, per evitare ogni possibile confusione legata all’avvenuta proroga dei termini di approvazione del bilancio.
Come è noto, il DL 17 marzo 2020 n. 18 all’art. 106 (Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società) ha posticipato al 28 giugno 2020 il termine ultimo per la convocazione dell’assemblea di approvazione del bilancio di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative che hanno chiuso l’esercizio sociale il 31/12/2019. 
Tuttavia, non è stato prorogato alcun termine per il deposito al registro imprese che resta fissato in 30 giorni dall’approvazione.
Nel caso in cui, pertanto, una società dovesse approvare il bilancio prima del termine ultimo su citato, avvalendosi delle modalità alternative di convocazione possibili in periodo di emergenza (per corrispondenza e con modalità online), la stessa sarà obbligata a effettuare il deposito al registro delle imprese nel consueto termine di 30 giorni dall’approvazione per non incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 2630 del codice civile.
L’art. 6 del Decreto Legge n. 23/2020 (c.d. Decreto liquidità) ha disposto che: “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020, per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, (ndr riduzione capitale sociale di oltre un terzo SPA) 2447 (ndr riduzione capitale sociale al di sotto del minimo legale SPA), 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto (ndr riduzione capitale sociale di oltre un terzo SRL), e 2482-ter (ndr riduzione capitale sociale al di sotto del minimo legale SRL) del codice civile.
Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4) (SPA e SRL), e 2545-duodecies del codice civile (COOPERATIVE)".
ll DL 17 marzo 2020 n. 18 all’art. 113 (Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti) stabilisce che
1.Sono prorogati al 30 giugno 2020 i seguenti termini di:
a) presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70;
b) presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell'anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, nonché trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;
c) presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49;
d) versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120.

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Lunedì, 10 Maggio, 2021 - 13:30

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